Il nome Dìade deriva dal greco dyás e significa "due".
Non rappresenta una dualità fatta di contrasti, ma di armonia: due elementi diversi che si incontrano, si valorizzano a vicenda e danno origine a qualcosa di nuovo.
Anche l'etichetta racconta questo concetto. Il cerchio che racchiude il nome non è una semplice decorazione: è formato da tutti gli stadi della vite, dal germoglio alle foglie, dai fiori ai grappoli fino al legno. Elementi diversi, che appartengono a momenti differenti della vita della pianta, convivono in un'unica forma.
Dìade nasce dai vigneti di San Piero e Cerreta, dove i suoli di galestro, alberese e argilla contribuiscono a conferirgli una spiccata sapidità e una bella mineralità. La vinificazione prevede una pressatura soffice dei grappoli interi per preservarne la finezza aromatica; fermentazione e affinamento si svolgono tra acciaio e tonneaux di rovere francese a tostatura leggera, seguiti da quindici mesi sulle fecce fini. Il risultato è un rosato fresco e verticale, ma allo stesso tempo ricco, complesso e persistente.